Amelia Feragnoli: imprenditrice innovativa e partner eccezionale del nostro mangiare sano e a km zero

Amelia Feragnoli ha poco più di quarant’anni, vanta un curriculum con studi classici, laurea in Scienze politiche internazionali e ricche esperienze all’estero e ha fatto una scelta coraggiosa: tornare a casa e guidare l’azienda agricola di famiglia in un processo di modernizzazione che ne fa oggi una delle più innovative realtà imprenditoriali del nostro territorio.

“Mio padre è sempre stato un tipo curioso e aperto a novità e cambiamenti. È stato lui a chiedermi di accompagnarlo in giro per fiere e manifestazioni del settore agroalimentare, quando ha deciso di passare dalla sola coltivazione alla trasformazione dei suoi prodotti. – racconta l’imprenditrice – Era la fine degli anni Ottanta e io scoprii che il mondo agricolo è molto più di quanto siamo soliti pensare, soprattutto se si è molto giovani. Fui talmente affascinata dalle prospettive di sviluppo e di business, per chi si mette a fare le cose per bene, che accettai la sfida”.

Accanto a sé, Amelia ha voluto il fratello Marco e suo marito Cesare Di Pinto: insieme hanno realizzato una completa ristrutturazione dell’azienda che, pur salvaguardando l’umanità e i nobili valori dell’impresa familiare, conta ora circa settanta dipendenti e segue principi manageriali e metodi e procedure standardizzate che assicurano sicurezza, qualità e competitività sul mercato globale.

“Sui campi la parola chiave è ‘sostenibilità’: ci siamo impegnati nella progressiva riduzione di antiparassitari, ormai prossima allo zero, e nell’impiego di concimi naturali e tecniche di coltivazione molto vicine al biologico. – spiega Feragnoli – Controlli rigidi, processi certificati e analisi realizzate quotidianamente dal nostro biologo accompagnano le varie fasi della trasformazione e, nel tardo pomeriggio dello stesso giorno della raccolta, le insalate e le verdure confezionate e pronte al consumo sono trasportare in camion frigo nei punti vendita per garantire il massimo della freschezza”.

Conosco Amelia, Cesare e la famiglia Feragnoli da quand’ero bambina, ai tempi dello scoutismo, e ciò che vorrei raccontare sono la serietà, il profondo rispetto e l’amore per l’Altro che nutrono i loro rapporti con le persone, anche sul lavoro. In molti l’hanno definita ‘azienda rosa’ per l’alta percentuale di donne, ma sarebbe riduttivo fermarsi a questo. Il loro orgoglio è all’apice ogni volta che riescono a offrire una buona occupazione a un giovane laureato e non parliamo dell’attenzione speciale dedicata agli indiani assunti, affinché si realizzi una concreta integrazione dentro e fuori dall’azienda. Formazione e supporto per l’apprendimento della lingua italiana sono solo il primo passo: non di rado i Feragnoli hanno partecipato a eventi della comunità indiana, mentre Amelia e Cesare hanno persino fatto un viaggio in India insieme a alcuni dipendenti alla scoperta della loro cultura.

La collaborazione con la Fattoria Sociale del Circeo, dove sono impegnate persone diversamente abili, e la Fattoria Didattica con i numerosi percorsi attraverso quel tesoro di cultura, storia, tradizioni e salute custodito nella vita in campagna sono altri due progetti che svelano l’anima dell’Azienda Agricola Feragnoli. Non per ultimo va ricordato il legame forte con il territorio: “Per mio padre si esprimeva soprattutto nella coltivazione dell’uva Moscato di Terracina, nella passione per il dialetto e nella partecipazione molto sentita a feste tradizionali come la Sagra dell’Uva e San Silviano. – racconta Amelia – Noi continuiamo su questa strada e vogliamo offrire un contributo importante alla crescita del territorio dando all’azienda un ruolo socialmente attivo e facendo rete con altri imprenditori, associazioni e attori della vita politica, culturale e civile”.

Dal binomio Feronia-Feragnoli sono nate le cene “5 day – I cinque colori del benessere”, un’occasione per tutti di imparare i benefici del mangiare sano per vivere bene: arricchire la dieta giornaliera con cinque porzioni di ortaggi e frutta è infatti un’abitudine irrinunciabile per chiunque abbia a cuore il proprio benessere psicofisico. Per quanto mi riguarda, di questo progetto ispirato a una campagna di sensibilizzazione internazionale, ho subito amato l’accento sul colore: così vicino alla cromoalchimia, ossia alla ricerca di abbinamenti cromatici secondo la stagionalità che ispira i piatti del Feronia Bistrot. Un modo diverso, piacevole e conviviale di sottolineare che non si tratta di un esercizio creativo per stuzzicare l’appetito dei commensali, ma che ogni colore porta con sé una moltitudine di straordinarie virtù!

Michela

Five day

Lascia una risposta